Badanti, formazione e certificazione delle competenze: cresce l’importanza della qualificazione professionale

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La formazione delle badanti sta assumendo un ruolo sempre più importante nel settore dell’assistenza familiare. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle situazioni di non autosufficienza rendono infatti sempre più necessario disporre di lavoratori preparati, in grado di assistere le persone anziane o fragili e di gestire correttamente le numerose attività che caratterizzano il lavoro quotidiano.

In questo scenario si inserisce il percorso avviato a livello nazionale per definire standard formativi comuni per gli assistenti familiari. Nel settembre 2025 sono state adottate linee guida nazionali dedicate alla formazione degli assistenti familiari, con l’obiettivo di definire un quadro più omogeneo delle competenze richieste e delle modalità di formazione e certificazione. Le Regioni e le Province autonome sono chiamate a recepire progressivamente queste indicazioni nei propri ordinamenti.

Il tema interessa direttamente le badanti, ma anche le famiglie che assumono lavoratori domestici. Una maggiore qualificazione professionale può infatti offrire maggiori garanzie alla persona assistita e alla sua famiglia, soprattutto nei casi in cui l’assistenza riguardi persone non autosufficienti o con esigenze particolari.

Le nuove linee guida individuano il profilo dell’assistente familiare e definiscono le competenze che dovrebbero caratterizzare la formazione. L’obiettivo è creare un riferimento comune per percorsi che finora sono stati organizzati in maniera molto diversa a seconda del territorio. Tra gli aspetti considerati rientrano la cura della persona, la gestione delle attività quotidiane, la sicurezza, la relazione con l’assistito e la collaborazione con la famiglia.

La formazione può rappresentare quindi uno strumento importante non soltanto per chi vuole iniziare a lavorare come badante, ma anche per chi è già occupato e desidera migliorare le proprie competenze. Nel settore dell’assistenza domiciliare, infatti, l’esperienza pratica è fondamentale ma può essere affiancata da conoscenze specifiche che permettono di affrontare in maniera più consapevole le diverse situazioni che possono presentarsi durante il lavoro.

Un ruolo importante è svolto anche da Ebincolf, l’ente bilaterale del settore del lavoro domestico, che promuove percorsi formativi e opera come organismo di certificazione delle competenze con il marchio Certicolf. La certificazione viene rilasciata sulla base della norma UNI 11766:2019, che definisce requisiti di conoscenza, abilità e competenza per le figure di colf, baby-sitter e badante.

La certificazione delle competenze è però un elemento che deve essere distinto dall’abilitazione professionale. Attualmente, per lavorare come badante in Italia non è obbligatorio possedere la certificazione delle competenze. Si tratta di una certificazione volontaria che serve a documentare professionalità e competenze secondo uno standard riconosciuto.

Questo aspetto è particolarmente importante per evitare equivoci. Una persona può quindi essere regolarmente assunta come badante anche senza possedere una certificazione professionale. La certificazione rappresenta però un elemento aggiuntivo che può valorizzare il profilo del lavoratore e renderne più facilmente riconoscibili le competenze.

Il nuovo CCNL del lavoro domestico ha inoltre rafforzato l’attenzione verso la professionalizzazione del settore. Il contratto collettivo, in vigore dal novembre 2025, valorizza la formazione e la certificazione delle competenze degli assistenti familiari. In particolare, la certificazione prevista dal sistema Ebincolf può avere anche conseguenze sul trattamento economico del lavoratore certificato, secondo quanto stabilito dal contratto collettivo.

Per una badante, quindi, investire nella formazione può avere una duplice utilità. Da una parte permette di acquisire conoscenze che possono essere utilizzate concretamente nell’attività quotidiana; dall’altra consente, attraverso gli strumenti di certificazione previsti, di documentare formalmente le competenze possedute.

I percorsi formativi possono comprendere una parte dedicata alle competenze di base del lavoro domestico e una successiva specializzazione nell’assistenza alla persona. Nei percorsi promossi da Ebincolf, ad esempio, la formazione comprende un corso di 40 ore per la figura del collaboratore familiare, seguito da corsi di specializzazione per badanti e baby-sitter della durata di 24 ore. Al termine della formazione sono previste verifiche delle competenze acquisite.

La preparazione non riguarda soltanto le attività pratiche. Una badante deve infatti essere in grado di comprendere le esigenze della persona assistita, mantenere una corretta relazione con l’anziano e con i familiari e operare nel rispetto delle regole di sicurezza. In presenza di persone non autosufficienti diventano inoltre importanti le conoscenze relative alla mobilità, all’igiene personale, all’alimentazione e alla gestione delle attività quotidiane.

La formazione assume un’importanza ancora maggiore considerando che il lavoro di assistenza domiciliare può presentare situazioni molto diverse. Una persona anziana autosufficiente ha esigenze differenti rispetto a un assistito non autosufficiente o affetto da patologie che richiedono particolare attenzione. Una preparazione adeguata può quindi aiutare il lavoratore a riconoscere i propri limiti e a comprendere quando sia necessario coinvolgere la famiglia o rivolgersi ai professionisti sanitari.

Per le famiglie, la certificazione può rappresentare un elemento utile nella scelta della persona da assumere. Non sostituisce naturalmente il colloquio, la verifica delle esperienze precedenti e la valutazione delle esigenze dell’assistito, ma permette di avere un ulteriore elemento documentale sulla preparazione del lavoratore.

La qualificazione professionale può inoltre contribuire a contrastare il lavoro irregolare. Un mercato nel quale le competenze sono maggiormente riconosciute e documentate può favorire rapporti di lavoro più trasparenti e una maggiore valorizzazione delle professionalità. La formazione, in questo senso, non riguarda soltanto il lavoratore, ma può contribuire alla qualità complessiva del settore.

Un altro elemento da considerare riguarda il riconoscimento delle competenze già maturate. Le linee guida nazionali sulla formazione degli assistenti familiari prevedono infatti attenzione anche alla valorizzazione delle competenze pregresse e al ruolo svolto dai caregiver familiari. L’obiettivo è evitare che l’esperienza maturata negli anni venga completamente ignorata quando una persona intraprende un percorso formativo.

Questo può essere particolarmente importante per le molte persone che lavorano da anni nel settore senza aver seguito un percorso formativo strutturato. L’esperienza acquisita nell’assistenza quotidiana può rappresentare una base importante, ma la certificazione consente di trasformare determinate competenze in un riconoscimento formalizzato secondo uno standard.

Per chi è interessato a ottenere una certificazione, è comunque importante verificare attentamente i requisiti di accesso e la natura del corso frequentato. Non tutti gli attestati rilasciati dagli enti di formazione equivalgono infatti a una certificazione delle competenze secondo la norma UNI. Ebincolf specifica che l’ammissione all’esame di certificazione avviene dopo la verifica dei requisiti previsti e che la certificazione viene rilasciata sulla base della valutazione delle competenze del candidato.

Anche la formazione finanziata rappresenta un’opportunità da conoscere. Ebincolf sostiene percorsi formativi rivolti alle figure del lavoro domestico e le organizzazioni del settore promuovono corsi destinati sia a chi vuole avvicinarsi alla professione sia a chi è già occupato e vuole aggiornare le proprie competenze.

Per una badante che intende migliorare la propria posizione lavorativa, quindi, può essere utile informarsi sui percorsi disponibili nella propria Regione e verificare se il corso permette successivamente di accedere a una certificazione riconosciuta. È importante anche controllare chi organizza il percorso, quali competenze vengono insegnate, quale attestazione viene rilasciata e se sono previsti esami o verifiche finali.

Per le famiglie che stanno cercando una badante, invece, la presenza di una formazione documentata può diventare uno degli elementi da valutare nella selezione. In particolare, quando l’assistenza riguarda una persona non autosufficiente, avere un lavoratore con una preparazione specifica può rappresentare un valore aggiunto.

La progressiva definizione di standard nazionali va quindi nella direzione di una maggiore professionalizzazione del lavoro domestico. Non significa trasformare automaticamente la badante in una figura sanitaria, né attribuirle competenze che spettano agli operatori sanitari. Significa piuttosto definire meglio le conoscenze e le capacità necessarie per svolgere correttamente un’attività di assistenza familiare.

Per il lavoratore questo processo può significare maggiori possibilità di valorizzare l’esperienza e le competenze. Per le famiglie può significare avere strumenti più chiari per valutare la professionalità di chi viene assunto. Per il sistema dell’assistenza domiciliare, infine, può rappresentare un passo verso una maggiore qualità e trasparenza.

Il tema della formazione delle badanti sarà quindi sempre più importante nei prossimi anni. L’aumento della domanda di assistenza domiciliare e la necessità di garantire cure adeguate alle persone anziane rendono infatti indispensabile investire non soltanto nel numero degli assistenti familiari disponibili, ma anche nella loro preparazione.

Per chi lavora già come badante o intende intraprendere questa professione, il consiglio è quindi di informarsi sui percorsi formativi disponibili, verificare le possibilità di certificazione delle competenze e conservare tutta la documentazione relativa ai corsi frequentati. Per le famiglie, invece, formazione ed esperienza possono diventare criteri sempre più importanti nella scelta della persona alla quale affidare l’assistenza di un proprio familiare.

La certificazione delle competenze non è oggi un obbligo per poter lavorare come badante, ma rappresenta uno strumento di valorizzazione professionale destinato ad assumere un peso crescente. Il nuovo quadro formativo e contrattuale mostra infatti una direzione precisa: rendere il lavoro domestico più qualificato, riconoscibile e trasparente, con benefici potenziali sia per i lavoratori sia per le famiglie.

Fonti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, linee guida nazionali per la formazione degli assistenti familiari; Ebincolf, certificazione delle competenze Certicolf; Ebincolf, formazione nel lavoro domestico; CCNL del lavoro domestico del 28 ottobre 2025; norma UNI 11766:2019.

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